La vivacità del Dolac é ancor più vecchia del mercato stesso. Già nel XIX secolo si discuteva vivacemente, a volte con aspri toni di polemica, su dove gli Zagabresi avrebbero dovuto realizzare il mercato comunale principale, che aspetto avrebbe dovuto avere, chi l’avrebbe dovuto costruire e chi gestire.
A Zagabria, per secoli, il commercio si svolse all’aperto, nel rispetto di una rigida normativa. Documenti scritti del 1425, con maggiore precisione d’oggi, ordinavano e regolavano il commercio del pesce fresco. Gli instancabili ispettori annonari del tempo tagliavano le code dei pesci che erano stati esposti ed invenduti troppo a lungo, trasformandoli in tal modo in merce di seconda scelta.
La storia del mercato Dolac, dalla prima iniziativa per la sua costruzione quale mercato centrale, sino alla sua apertura nel 1930, potrebbe esser scritta a mo’ di cronaca scandalistica piena di suspence, che, per fortuna, s’é conclusa con un lieto fine. Oggi, le parti sotterranea e di superficie, su due livelli, sono ben ordinate e sistemate logicamente. L’offerta del Dolac riflette, innanzitutto, la produzione alimentare regionale di stagione.
Ciò che é più interessante, in questa ricca scelta alimentare, sono i prodotti dei piccoli coltivatori diretti e delle aziende familiari. Benché la logica dell’economia suggerisca che questi piccoli produttori dovrebbero associarsi per resistere all’assalto delle merci a basso costo provenienti dai mercati mondiali, la logica gastronomica dice, invece, che i piccoli produttori sono un fantastico impulso per la qualità, soprattutto per l’alta gastronomia.
La merce, al Dolac, é talvolta un po’ più cara rispetto a quelle degli altri mercati croati, ma anche questo ha una sua logica: i mercati regionali sono, per la gran parte, riforniti da produttori locali, mentre a Zagabria, vengono tutti ad offrire ed a far vanto dei propri prodotti più pregiati. Il punto d’incontro delle stelle del firmamento culinario di Zagabria é, ogni giorno, proprio il mercato Dolac. In esso, come si dice, s’inizia a cucinare.
“Una buona cucina si compone, per il novanta per cento, di una buona spesa”, afferma una giovane stella del firmamento culinario zagabrese, Ana Ugarkovi?. La scelta dei migliori ingredienti nel momento ottimale della stagione, é un’abilità fondamentale del gastronomo, su cui, dappertutto nel mondo, si basa la cucina ai massimi livelli. Dal Dolac, i cuochi fanno ritorno ai loro ristoranti, nei quali offrono specialità regionali, innanzitutto della Dalmazia, ma anche istriane, dello Zagorje, del Prigorje, e poi i migliori piatti della cucina della Lika e del Gorski kotar, ed anche alcune specialità delle comunità croate che risiedono fuori dei confini nazionali, come quelle dell’Erzegovina ed alcune altre specialità regionali, come, ad esempio, quelle della Bosnia.
Il pesce, nei ristoranti di Zagabria, é spesso così fresco come quello dei ristoranti della Dalmazia; la stagione dell’agnello isolano si apre a Zagabria; i primi tartufi bianchi s’attendono con altrettanta impazienza a Zagabria cosi come in Istria; una selezione dei migliori kulen arriva regolarmente in alcune rivendite prescelte di Zagabria; in essa si dedicano speciali settimane gastronomiche alle ostriche del Golfo di Ston e del Canale di Leme, proprio quando raggiungono il loro apice, in primavera, nel giorno di san Giuseppe.
Zagabria conserva anche la sua cucina autentica, cosiddetta purgerska. Essa é un sedimento storico dell’eredità della cultura austroungarica. Alcune espressioni tedesche, localismi austriaci, ma anche nomi ungheresi, sono ancor oggi in uso. Il grenadir marš (Grenadir Marsch, pasta con cipolle e patate), il kajzeršmarn (Kaiserschmarn, dolce fatto con la pasta per le omelette), fanno la loro comparsa, qua e là, nei menu dei ristoranti zagabresi che tentano di navigare sulle onde della nostalgia degli Purgeri, che è il nome tradizionale e popolare per i Zagabresi.